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Storia e leggenda della Città di Sezze
La leggenda vuole il mitico Ercole fondatore della città.
Questi infatti (come narra Berossus, astronomo e storico caldeo del IV secolo a.C. e come conferma Plinio il Vecchio) soggiogata la Spagna venne in Italia per prosciugare una palude ed edificare città: Hercules devicta Hispania in Italiam immigravit, desiccatisque palutibus urbes quam plurimas condidit.E che tale palude fosse quella Pontina si deduce dal fatto che Ercole compì tale impresa subito dopo avere sconfitto i Lestrigoni, popolo del basso Lazio. Dalle setole del leone Nemeo (setis Nemeaei leonis) con le quali l'Eroe era fiero coprirsi si vuole derivato il nome di Setia. (Nell'immagine: Ercole - particolare della sala omonima - Antiquarium Comunale - autore: Luigi Turchi). In onore di tale superbo fondatore i Setini eressero un maestoso tempio e vollero che il simbolo della città fosse per sempre il bianco leone rampante, da Ercole ucciso, recante tra gli artigli una cornucopia ricolma dei beni della terra e incorniciato dalla scritta: Setia plena bonis gerit albi signa leonis (Sezze piena di beni porta le insegne del bianco leone).
Ma questa è, appunto, la leggenda.
La prima notizia di un certo valore storico ci è data da Velleio Potercolo il quale narra che a Sezze fu dedotta una colonia romana nel 382 A.C..
Sezze infatti aveva per Roma una grande importanza strategica essendo una città latina nel territorio degli ostici Volsci. Sappiamo che nel 340 a.C. Sezze guidò, con un suo generale, la rivolta dei latini contro Roma. Tale rivolta soffocata con la battaglia di Trifano fu organizzata dalla rivendicazione delle popolazioni latine di avere uguali diritti politici.
Durante la seconda guerra Punica, Sezze per la sua posizione isolata e fortificata fu scelta per custodire i prigionieri cartaginesi. Nella guerra tra Mario e Silla i setini si schierarono con il primo e per questo furono duramente puniti dal vittorioso Silla.
Nel periodo romano Sezze era famosa per la bontà dei suoi vini, lodati da Marziale, Giovenale e Cicerone.
Nel medioevo ebbe una vita travagliata in quanto si veniva a trovare lungo la via pedemontana volsca, unica strada di comunicazione tra il nord e il sud del Lazio.
Sezze fu scelta come luogo di soggiorno da molti papi: Gregorio VII nel 1073, Pasquale II nel 1116, Lucio III che vi restò per circa un anno nel 1182.
Dal 956 Sezze sotto l'amministrazione del papa si organizzò come libero comune fino a quando non fu conquistata dalle truppe della famiglia Caetani, che sottoposero la città per 12 anni a continui saccheggi fino a quando non furono cacciati da una rivolta popolare.
Nel 1656 la popolazione setina venne dimezzata sia a causa della peste che colpì l'Italia, sia per le continue scorrerie delle truppe spagnole e austriache.
Nel 1690 a Sezze fu fondata l'Accademia Scientifica letteraria degli Argonauti una delle prime in Italia.
Nel 1798 Sezze come anche Roma fu occupata dai francesi, i setini però si ribellarono scacciarono gli occupanti ed abbatterono l'albero della libertà. Riuscirono ad evitare la vendetta dei francesi pagando una forte somma.
Successivamente la città fece parte del regno d'Italia.
Bibliografia: "XIII Comunità Montana dei Monti Lepini" - Autore prof. Luigi Zaccheo (1980).